Migliaccio napoletano

Ricetta tradizionale del Migliaccio napoletano, dolce goloso e non fritto. Una tradizione da ripetere volentieri. L’ho preparato e poi l’ho fatta degustare a due amici molto simpatici: Re Giocondo e Pulcinella, a fine ricetta scoprirete com’è stato l’incontro tra due personaggi così diversi. Ho pensato a loro pensando a mia nonna che era di Montevarchi (Arezzo) e io che sono napoletana.

Ho provato a cercare qualche dolce tipico locale per carnevale, non avendolo trovato sono andata nella mia città: Napoli. Il Migliaccio è un dolce tipico napoletano che si prepara durante il periodo di carnevale. Come capita per tanti dolci regionali di antica tradizione, anche per il migliaccio non esiste una ricetta originale ma ogni famiglia è solita tramandare di generazione in generazione la propria. Ognuno poi tende a personalizzarla, inserendo alimenti che potrebbero comunque andar bene tra loro.

È un dolce preparato con il semolino, nonostante il nome dica diversamente. Il nome migliaccio nasce dal fatto che in passato, per la sua preparazione, veniva utilizzato il miglio, un cereale “povero” utilizzato prevalentemente dai contadini.

La farina di miglio in antichità veniva usata per numerose preparazioni di dolci poveri.

Con questo termine veniva indicata anche una particolare torta contadina fatta con miglio e sangue di maiale, si sa del maiale si dice che non si butta via niente!

Altri dolci carnevaleschi belli colorati:

Migliaccio napoletano
Migliaccio napoletano
  • DifficoltàMedia
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione15 Minuti
  • Tempo di cottura55 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana

Ingredienti per una tortiera di 20/22 cm

250 ml latte intero
250 ml acqua
20 g burro
100 g semolino
175 g ricotta
125 g zucchero semolato
3 uova
1 fiala aroma all’arancia

Strumenti

1 Pentolino
1 Mestolo
1 Ciotola
1 Frusta
1 Tortiera
carta da forno

Preparazione del Migliaccio napoletano

In un pentolino versate l’acqua ed il latte, aggiungete il burro. Quando inizia a bollire aggiungete il semolino a “pioggia”, mescolando per bene. Fate cuocere sino a che il composto non raggiunge una consistenza quasi solida, ma non troppo.

Mentre il semolino si raffredda creare, in una ciotola, una crema bianca sbattendo con la frusta le uova con lo zucchero. A questa aggiungete la ricotta e la fiala di aroma all’arancia e, infine, incorporate anche il composto di latte e semolino. Mescolate per bene, ottenendo un impasto liscio.

Ci ho messo, per gola, un po’ di uvetta sultanina bagnata nel rum.

Prendere una tortiera da 20/22 cm con la cerniera, mettere sulla base la carta da forno ed imburrare la parte verticale. Versare l’impasto nella tortiera e fatelo cuocere in forno caldo per circa 55 minuti, a 180°.

Il tempo di cottura può variare di qualche minuto, l’importante che il dolce risulti dorato sia nei bordi che leggermente sopra, ma questo dettaglio va a gusti.

Sfornatelo, ma sformatelo solo quando si è freddato e decorate con zucchero a velo o codette (zucchero colorato).

Dopo due o tre giorni metterlo in frigo, da noi più di due giorni non dura.

Incontro tra Re Giocondo e Pulcinella

Immaginiamo una divertente scenetta in cui Re Giocondo e Pulcinella si incontrano durante il Carnevale. Entrambi sono personaggi caratteristici e tipici delle tradizioni carnevalesche italiane, ognuno con le proprie peculiarità e personalità.

In una piazza animata durante il carnevale, con carri allegorici, maschere, musica e colori. A destra intravedi Re Giocondo, vestito con abiti sontuosi e corona dorata, che passeggia con la sua corte. A sinistra si vede Pulcinella, col costume bianco e una maschera nera con naso lungo, alle prese con le sue acrobazie.

Re Giocondo: (con un tono regale) Salve, buon uomo! Chi sei tu, e da dove provieni?

Pulcinella: (con un sorriso malizioso) Oh, Maestà! Sono Pulcinella, il servo delle comiche avventure e delle risate. Vengo direttamente dalla strada della Commedia dell’Arte.

Re Giocondo: (sorride) Ah, Pulcinella! Ho sentito parlare di te e delle tue buffonate. Che ne dici di unirti alla mia corte per un po’ di divertimento regale?

Pulcinella: (fa una smorfia) Divertimento regale? Preferisco il divertimento del popolo! Ma va bene, proviamoci.

I due personaggi si uniscono e iniziano a passeggiare insieme per la piazza, incantando la folla con la loro presenza e le loro diversità creando delle gag comiche non sempre volontarie. Stando assieme si divertono imitandosi per un giorno.

Pensate a Re Giocondo che cerca di fare le acrobazie di Pulcinella, e Pulcinella che cerca di adottare atteggiamenti regali. La scena continua con gag comiche, interazioni divertenti e risate contagiose. La folla si unisce al divertimento e la piazza diventa un luogo di allegria e festa.

Tra una gag e l’altra hanno anche degustato il mio migliaccio cercando anche qui di imitarsi a vicenda.

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